Molti pazienti che devono rifare tutti i denti si chiedono quale sia la differenza tra All-on-4 e All-on-6. È una domanda comprensibile, soprattutto quando si ricevono preventivi diversi o si leggono informazioni contrastanti online.
La risposta, però, è meno semplice di quanto sembri.
Non esiste una tecnica universalmente migliore. La scelta dipende da numerosi fattori clinici, come la quantità e la qualità dell’osso disponibile, la distribuzione dei carichi masticatori, la presenza di bruxismo, gli obiettivi protesici e la valutazione del professionista.
In questo articolo analizziamo le differenze tra All-on-4 e All-on-6 in modo indipendente, basandoci sulla letteratura scientifica disponibile e spiegando quali elementi vengono realmente considerati nella pianificazione di una riabilitazione implantare completa.
In breve
All-on-4 e All-on-6 sono due protocolli per realizzare una protesi fissa su impianti.
Nessuna società scientifica afferma che uno sia sempre migliore dell’altro.
La scelta dipende dal singolo paziente.
Più impianti non significa automaticamente un risultato migliore.
Una corretta pianificazione è molto più importante del numero degli impianti.
Hai ricevuto due preventivi diversi?
Se un professionista ti propone un All-on-4 e un altro un All-on-6, è normale avere dubbi.
Capturial può aiutarti a comprendere le differenze tra i preventivi e gli elementi da confrontare prima di prendere una decisione.
Attenzione
Se una clinica propone automaticamente un All-on-4 o un All-on-6 senza aver eseguito una visita approfondita e una TAC Cone Beam (CBCT), è ragionevole chiedere come sia stata presa quella decisione.
Il numero degli impianti dovrebbe essere il risultato della pianificazione clinica, non il punto di partenza.
Perché esistono due tecniche diverse?
Una delle convinzioni più diffuse è che All-on-6 sia semplicemente una versione “migliore” dell’All-on-4.
In realtà non è così.
Le principali società scientifiche non pubblicano raccomandazioni che stabiliscano una superiorità universale di una tecnica rispetto all’altra. La scelta viene effettuata caso per caso, considerando anatomia, quantità e qualità dell’osso, distribuzione dei carichi, obiettivi protesici e condizioni generali del paziente.
In altre parole, il numero degli impianti non viene deciso prima della visita, ma rappresenta il risultato della pianificazione implantoprotesica.
L’obiettivo del professionista non è inserire il maggior numero possibile di impianti, ma realizzare una riabilitazione stabile, funzionale e prevedibile nel lungo periodo.
Che cos’è l’All-on-4?
L’All-on-4 è una tecnica di riabilitazione implantare che consente di sostenere un’intera arcata dentale fissa utilizzando quattro impianti.
Generalmente i due impianti anteriori vengono inseriti in posizione verticale, mentre quelli posteriori possono essere inclinati per sfruttare al meglio l’osso disponibile ed evitare, in alcuni casi, procedure rigenerative più complesse.
Questa soluzione è stata sviluppata per offrire una riabilitazione fissa anche in situazioni in cui la quantità di osso disponibile è limitata, sempre dopo un’attenta valutazione clinica.
È importante sottolineare che All-on-4 non significa “soluzione economica” o “di serie B”. Se correttamente indicato e realizzato, rappresenta un protocollo consolidato e ampiamente studiato nella letteratura scientifica.
Che cos’è l’All-on-6?
L’All-on-6 segue lo stesso principio della riabilitazione fissa dell’intera arcata, ma utilizza sei impianti invece di quattro.
Quando l’anatomia e la disponibilità ossea lo consentono, i due impianti aggiuntivi possono contribuire ad aumentare il supporto della protesi e a distribuire i carichi masticatori su un numero maggiore di impianti.
Questo non significa automaticamente risultati migliori per tutti i pazienti.
Anche l’All-on-6 richiede una pianificazione accurata e viene scelto quando il professionista ritiene che possa offrire vantaggi biomeccanici nel caso specifico.
Differenze principali tra All-on-4 e All-on-6
La differenza tra All-on-4 e All-on-6 non consiste semplicemente nell’inserire quattro oppure sei impianti.
Ciò che cambia è il modo in cui il professionista progetta la riabilitazione implantare in base alle caratteristiche del paziente.
Tra gli elementi più importanti rientrano:
- quantità e qualità dell’osso disponibile;
- distribuzione dei carichi masticatori;
- posizione anatomica delle strutture vicine;
- eventuale presenza di bruxismo;
- estensione del cantilever;
- stabilità primaria degli impianti;
- obiettivi protesici a lungo termine.
Per questo motivo due pazienti con un’apparente situazione simile possono ricevere indicazioni differenti.
Tabella comparativa
| Aspetto | All-on-4 | All-on-6 |
| Numero di impianti | 4 | 6 |
| Obiettivo | Riabilitare un’intera arcata con quattro impianti | Riabilitare un’intera arcata con sei impianti |
| Distribuzione dei carichi | Buona se correttamente progettata | Piú ampia quando clinicamente indicata |
| Quantità di osso | Può essere favorevole in presenza di osso limitato | Richiede spesso una maggiore disponibilità ossea |
| Possibilità di evitare innesti | Possibile in casi selezionati | Dipende dalla situazione clinica |
| Carico immediato | Possibile se i requisiti clinici sono rispettati | Possibile se i requisiti clinici sono rispettati |
| Sopravvivenza implantare | Nessuna differenza significativa nello studio comparativo del 2023 | Nessuna differenza significativa |
| Complicanze | Nessuna differenza significativa | Nessuna differenza significativa |
| Costo | Generalmente inferiore | Generalmente superiore |
| Durata | Dipende da progettazione, manutenzione e controlli | Dipende da progettazione, manutenzione e controlli |
Errore comune
Molti pazienti pensano che più impianti significhino automaticamente un trattamento migliore.
Le evidenze scientifiche oggi disponibili non confermano questa conclusione.
Il numero degli impianti rappresenta soltanto uno degli elementi della pianificazione implantologica.
Una riabilitazione progettata correttamente su quattro impianti può offrire risultati eccellenti, così come una su sei impianti quando il caso clinico lo richiede.
Il vero obiettivo non è inserire più impianti possibile, ma realizzare una protesi stabile, funzionale e duratura.
Quando può essere indicato l’All-on-4
L’All-on-4 può essere preso in considerazione quando il professionista ritiene che rappresenti la soluzione più appropriata dopo la valutazione clinica.
Ad esempio:
- quantità di osso limitata;
- volontà di ridurre, quando possibile, procedure rigenerative;
- anatomia favorevole all’inclinazione degli impianti posteriori;
- possibilità di ottenere una buona stabilità primaria.
Questo non significa che l’All-on-4 sia una soluzione “semplificata”.
È un protocollo consolidato che, se ben indicato, può offrire risultati prevedibili nel lungo periodo.
Quando può essere indicato l’All-on-6
L’All-on-6 può essere preferito quando il quadro clinico consente l’inserimento di sei impianti e il professionista ritiene utile aumentare il supporto protesico.
Può essere preso in considerazione, ad esempio, in presenza di:
- buona disponibilità ossea;
- elevati carichi masticatori;
- bruxismo;
- corone cliniche particolarmente lunghe;
- casi biomeccanicamente più complessi.
Anche in questo caso non esiste una regola valida per tutti.
L’indicazione nasce sempre dalla valutazione complessiva del paziente.
Cosa dice la letteratura scientifica?
Uno degli studi comparativi più interessanti è stato pubblicato nel 2023 sulla rivista Clinical Implant Dentistry and Related Research.
Lo studio ha seguito 217 pazienti trattati con All-on-4 oppure All-on-6 per un periodo compreso tra 3 e 13 anni.
I risultati sono particolarmente interessanti.
Sopravvivenza implantare
Non sono emerse differenze statisticamente significative tra i due protocolli.
Sopravvivenza della protesi
Anche il successo protesico è risultato sovrapponibile.
Complicanze biologiche
Non sono state osservate differenze significative.
Complicanze meccaniche
Anche sotto questo aspetto i risultati sono risultati simili.
Gli autori osservano però che, in alcune situazioni particolari — come pazienti con bruxismo, bassa densità ossea, forti carichi masticatori o corone cliniche molto lunghe — nello dtudio alcuni sottogruppi clinici hanno mostrato risultati piú favorevoli con sei impianti.
È importante sottolineare che questa osservazione non modifica la conclusione principale dello studio:
non esiste una superiorità generale dell’All-on-6 rispetto all’All-on-4.
Le domande da fare al dentista
Prima di accettare un piano di trattamento può essere utile chiedere:
- Perché nel mio caso propone un All-on-4 oppure un All-on-6?
- Quali caratteristiche del mio osso hanno portato a questa scelta?
- È stata eseguita una TAC Cone Beam (CBCT)?
- Esistono alternative?
- È previsto il carico immediato?
- Potrebbero essere necessari innesti ossei?
- Quali rischi specifici presenta il mio caso?
- Il preventivo comprende anche controlli, manutenzione e protesi definitiva?
(Per approfondire questo argomento puoi leggere anche l’articolo Capturial: “Le 20 domande da fare prima di accettare un preventivo implantologico”.)
FAQ
L’All-on-6 è sempre migliore dell’All-on-4?
No.
Le principali evidenze scientifiche disponibili non dimostrano una superiorità universale dell’All-on-6 rispetto all’All-on-4. Entrambe le tecniche possono offrire ottimi risultati quando sono correttamente pianificate e realizzate.
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L’All-on-4 dura meno?
Non necessariamente.
La durata dipende soprattutto dalla qualità della pianificazione, dall’igiene orale, dai controlli periodici, dalla manutenzione della protesi e dalle caratteristiche del paziente, più che dal solo numero di impianti.
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Si possono avere denti fissi subito?
In molti casi è possibile eseguire il carico immediato, cioè applicare una protesi fissa provvisoria nello stesso giorno dell’intervento.
Tuttavia, questa possibilità dipende dalla stabilità primaria degli impianti e dalla valutazione clinica del professionista.
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Se ho poco osso devo fare necessariamente un All-on-4?
No.
La quantità di osso è solo uno dei fattori da considerare.
Ogni paziente richiede una valutazione personalizzata tramite visita clinica e TAC Cone Beam (CBCT).
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Il prezzo più alto significa un trattamento migliore?
Non sempre.
Un preventivo dovrebbe essere valutato considerando:
- materiali utilizzati;
- qualità della progettazione;
- esperienza del team;
- tipo di protesi;
- controlli post-operatori;
- garanzie offerte.
Confrontare solo il numero degli impianti o il prezzo può portare a decisioni poco consapevoli.
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Come può aiutarti Capturial
Capturial non esegue trattamenti odontoiatrici e non sostituisce il parere del dentista.
Il nostro obiettivo è aiutare i pazienti a comprendere meglio i preventivi, orientarsi tra le diverse proposte e affrontare una scelta complessa con informazioni più chiare e confrontabili.
Se hai ricevuto uno o più preventivi e desideri capire quali elementi confrontare prima di prendere una decisione, puoi richiedere un orientamento indipendente.
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Fonti consultate
- International Team for Implantology (ITI)
- European Association for Osseointegration (EAO)
- European Federation of Periodontology (EFP)
- Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP)
